Esami diagnostici nei disturbi della statica pelviperineale - 27/12/07
, K. Hubeaux a, b, M. Mordefroid e, H. Fernandez c, d, G. Amarenco a, bRiassunto |
Questa review della letteratura concerne l'utilità degli esami diagnostici nel quadro della gestione del prolasso genitale. Essendo un dato di fatto che i prolassi sono spesso associati a disturbi minzionali e/o a sindromi di iperattività vescicale, è importante che un esame urodinamico preceda ogni decisione chirurgica. In più, l'evidenziazione di una incontinenza urinaria da sforzo latente o potenziale nel periodo preoperatorio può portare a discutere sulla realizzazione contemporanea di un trattamento chirurgico dell'incontinenza. Una valutazione radiologica morfologica mediante colpocistogramma è particolarmente interessante in caso di colpocele posteriore o in caso di recidiva del prolasso. La defecografia permette una buona analisi della dinamica defecatoria, permettendo la evidenziazione di un sequestro, di un rettocele anteriore o posteriore, di una intussuscezione rettale o di un enterocele. La diagnosi radiologica dinamica con risonanza magnetica permette anche di fare queste diagnosi evitando un'irradiazione, ma a un costo molto più elevato. L'incontinenza anale e i difetti dello sfintere anale sono molto frequenti nelle donne che hanno un prolasso genitale. L'ecografia 2D e la risonanza magnetica permettono una buona identificazione dei difetti sfinterici.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : Prolasso genitale, Urodinamica, Ecografia, Defecografia, RMN, Pavimento pelvico
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