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Fratture recenti dello scafoide - 05/07/11

[01-04-410]  - Doi : 10.1016/S2211-0801(05)70157-6 
A.E. Beris, M.D., P.N. Soucacos, M.D., FACS
Department of Orthopaedic Surgery, University of loannina, School of Medicine, loannina 451 10, Greece 

Riassunto

Le fratture più comuni del carpo sono a carico dello scafoide. Le fratture acute sono classificate come fratture di tipo A (stabili) o fratture di tipo B (instabili). Le fratture di tipo B tendono a spostarsi nel gesso e il loro trattamento più efficace consiste nella fissazione interna con diverse metodiche e strumenti, che variano da semplici fili di Kirschner inseriti a mano libera a una pletora di viti complesse. Per una frattura acuta scomposta instabile dello scafoide, la scelta dipende dall'esperienza del chirurgo. La maggior parte dei chirurghi preferisce viti senza testa che rimangono al di sotto della superficie ossea e non devono essere rimosse. La scelta dell'approccio chirurgico dipende dal tipo di fissazione, dai traumi associati e dalla chirurgia pregressa. L'approccio palmare conserva l'apporto ematico del dorso della mano e consente un accesso più facile alle fratture del terzo medio o distale, ma viola i legamenti radiocarpali, non espone adeguatamente il polo prossimale ed è associato a una maggiore difficoltà nell'inserimento degli strumenti di fissazione. L'approccio dorsale permette una più facile applicazione degli strumenti di fissazione, espone il polo prossimale dello scafoide e consente un innesto osseo vascolarizzato quando necessario. Tuttavia, il potenziale ulteriore danno vascolare allo scafoide è maggiore con un approccio dorsale. La fissazione della frattura può essere ottenuta con l'inserimento a mano libera della vite o con jig di Herbert. Anche se difficile da usare, la jig assicura un corretto posizionamento della vite. Un'osteosintesi aperta dello scafoide si ottiene soltanto mediante un'esposizione aperta relativamente estesa. Per le fratture B1 o B2 con minimo spostamento o senza spostamento, particolarmente in pazienti giovani e attivi, è suggerita la fissazione percutanea. La procedura richiede una guida radiologica intraoperatoria e l'uso di accessori del sistema di Herbert, con l'eccezione della jig. Il movimento delle dita è incoraggiato dal primo giorno dopo l'intervento, mentre l'esame radiologico viene eseguito a 6 settimane e 3 mesi.

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Parole chiave : polso, osso carpale, fratture recenti dello scafoide, vite di Herbert, fissazione interna


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