Trasfusione massiva - 12/01/10
: Maître de conférences des Universités, praticien hospitalier, C. Charpentier : Praticien hospitalier, P.-M. Mertes : Professeur des Universités, praticien hospitalier| pagine | 11 |
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Riassunto |
La trasfusione massiva è responsabile di molte complicanze, in particolare dei disturbi dell'emostasi, che differiscono a seconda del contesto di insorgenza dell'emorragia. Nella chirurgia la coagulopatia è soprattutto in relazione con la diluizione, prima dei fattori della coagulazione, quindi delle piastrine. In traumatologia la coagulopatia è avviata dallo shock, dall'acidosi, dall'ipotermia e dall'attrito tissutale; la diluizione interviene in seguito. Le complicanze respiratorie sono in rapporto con un sovraccarico volemico o con un conflitto immunologico che induce una TRALI (transfusion-related acute lung injury). La strategia trasfusionale è stabilita in funzione del contesto clinico e dei risultati degli esami della coagulazione. Le soglie trasfusionali raccomandate per il plasma e per le piastrine sono rispettivamente un tempo di Quick e un tempo di tromboplastina attivata superiori 1,5 e 1,8 volte rispetto alla norma e un tasso di piastrine inferiore a 50 giga (G)/l. La lotta contro l'ipotermia è fondamentale: essa passa attraverso il riscaldamento del paziente e dei prodotti trasfusi. Un precoce impiego più ampio di plasma fresco potrebbe ridurre la mortalità dei traumatizzati.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : Emorragia, Trasfusione, Plasma, Piastrine, Insufficienza respiratoria, TRALI, Ipotermia
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