Nuovi trattamenti della sepsi grave - 01/01/06
: Professeur des Universités, praticien hospitalier, anesthésiste-réanimateur, E. Wiel b : Praticien hospitalier, anesthésiste-réanimateur, G. Lebuffe a : Professeur des Universités, praticien hospitalier, anesthésiste-réanimateur| pages | 9 |
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Résumé |
La mortalità della sepsi grave (definita come una disfunzione o ipoperfusione d'organo indotta da un'infezione) e dello shock settico (ipotensione arteriosa refrattaria al riempimento, associata a disfunzione o ipoperfusione d'organo) in rianimazione rimane elevata ( dell'ordine del 45 %) ed è previsto un aumento della sua incidenza, per aumento di riconoscimento, nei prossimi 25 anni. È stato possibile tuttavia registrare recentemente una riduzione significativa della mortalità in diversi studi terapeutici isolati basati su un monitoraggio volto alla gestione globale dell'ossigenazione tissutale o sull'utilizzo di nuove vie terapeutiche. Esse riguardano soprattutto l'impiego di corticosteroidi a dosi moderate, la modulazione dell'attivazione della coagulazione da parte della proteina C attivata e la messa in atto sistematica di referenziali di cura in rianimazione. Come per l'infarto del miocardio, la combinazione di queste nuove misure terapeutiche deve essere fatta in un contesto globale di ottimizzazione precoce e rapida (da 6 a 24 ore). Questo nuovo schema di gestione dovrebbe garantire in futuro una riduzione importante della mortalità e della morbilità della sepsi (riduzione attesa del 25% nel corso dei prossimi 5-10 anni).
Le texte complet de cet article est disponible en PDF.Parole chiave : Sepsi, Ossigenazione tissutale, Proteina C attivata, Corticosteroidi, Referenziali
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